
Nel silenzio che brucia, la verità riaffiora: nasce il nuovo gioiello del Maestro Orafo Sasà Pucci

E’ proprio nella necessità di voler far riaffiorare verità taciute che nasce l’ultima opera del Maestro Orafo Sasà Pucci.
“L’ingenuità che uccide” è un gioiello in argento 925, progettato in 3D da Jessica Fontana e realizzato a mano dal Maestro Orafo, che raffigura un gruppo di persone strette a cerchio ad osservare ciò che ognuno decide di vedere.
Tanti occhi che guardano. Pochi cuori che comprendono. Nessuna mano che aiuta.
E lì, al centro del cerchio, un’alba o un tramonto, rinascita o sconfitta. Anche il dipinto all’interno del cerchio, realizzato su carta lampo, è interamente riprodotto a mano.

Sasà Pucci e Jessica Fontana ci raccontano la storia che sta dentro alla sua realizzazione:
“questo gioiello rappresenta il coraggio di guardare oltre l’apparenza. Le figure che osservano senza agire ci ricordano quanto sia facile voltarsi altrove. Ma quando l’immagine brucia, emerge la verità nuda: quella delle vittime che troppo spesso restano in silenzio.”
Nel video di presentazione, prodotto dal videomaker Bruno Guarascio, la scena del fiammifero che da fuoco al dipinto significa proprio la volontà di voler bruciare l’apparenza.
“Ognuno di noi si fa un’idea propria dell’altra persona,” ci dice Jessica Fontana, “giusta o sbagliata che sia. L’idea che possa essere migliore o peggiore di noi. Ma resta tale, perché non possiamo mai sapere fino in fondo cosa vive. Perché alla fine, noi, dell’altra persona vediamo sempre ciò che lei vuole mostrarci.

Una donna che sta male, probabilmente, non lo dirà mai che ha bisogno di aiuto. E forse quella persona domani si ritroverà di nuovo faccia a faccia con il suo abusatore o con il suo assassino, quindi anziché fare il cerchio e fermarsi a guardare l’apparenza, bisogna bruciarlo quel velo. Ed andare oltre.”
“Ogni opera, anche la più sciocca, deve comunicare qualcosa,” ci spiega Sasà Pucci, “e noi oggi siamo qui a spiegare il significato di questo gioiello, perché vogliamo che la gente lo comprenda a fondo.”
“L’ingenuità che uccide” è un’opera ispirata all’omonimo libro di Tommasina Crugliano.
Nel suo libro, l’autrice racconta la sua storia di sposa bambina, una storia fatta di solitudine e violenza, di sottomissione e patriarcato. Una storia struggente che porta la donna ad uccidere suo marito e a scontare una pena di dodici anni. Ma Tommasina è riuscita a rinascere, facendo sbocciare la sua vita in un’altra nazione, trovando finalmente un amore rispettoso e un futuro dignitoso.
“Ad oggi è sempre più difficile trovare persone disposte a dirti: io ci sono!” proseguono Sasà e Jessica “Ed è anche questo il messaggio che vogliamo dare con questo gioiello, vogliamo dire alle donne che non sono sole, che noi siamo qui disposti ad ascoltare come degli amici, perché è vero che ci sono delle associazioni, ma per arrivare a rivolgersi ad esse bisogna prima trovare il coraggio di fare il primo passo. Ed è proprio prima di trovare il coraggio che serve la comunità che si stringe a cerchio intorno alla donna vittima di violenza, un cerchio che si stringa non per giudicare, ma per sostenere, per proteggere e per guidare.”

Il video è stato realizzato in tempi brevissimi, grazie alla bravura di Bruno Guarascio che ne ha curato sia il soggetto che la regia, cogliendo subito il messaggio che voleva essere trasmesso con maestria e professionalità.
Le riprese hanno visto coinvolte delle donne accuratamente selezionate: “abbiamo cercato di individuare donne che in nessuno modo siano mai state vittime di violenza, ne’ fisica ne’ psicologica, perché non avremmo mai voluto far rivivere loro dei traumi.”
In parte girato al Castello di Santa Severina, nel video si mostrano alcuni dei tanti modi in cui la violenza sulle donne si palesa: dallo stalking al maltrattamento economico, dalla violenza domestica a quella sessuale.
“Le donne coinvolte si sono dimostrate subito entusiaste nel contribuire alla realizzazione di questo video che vuole lanciare un messaggio forte. E questo è il segno che qualcosa si sta muovendo” racconta ancora Jessica, annunciando anche che il 10% del ricavato sarà devoluto alle associazioni a tutela delle donne vittime di violenza.
“Quest’opera è dedicata a tutte le donne vittime di ogni forma di violenza” conclude Sasà, “con l’invito a non ignorare, a scegliere la consapevolezza e a rompere il cerchio dell’indifferenza”.











