
L’opinione di Eligio Lorenti: “perché dobbiamo astenerci quando abbiamo il futuro nelle nostre mani”?

In questi mesi ci sono state varie tornate elettorali che hanno riguardato varie regioni a statuto ordinario tra cui Veneto, Calabria, Campania,Toscana e Puglia.
In queste elezioni il dato che fa preoccupare di più è il voto di protesta verso l’astensionismo , che ha raggiunto percentuali molto alte e preoccupanti.
Analizzando varie elezioni nel corso degli anni, partendo dal 1992 ho notato un’evoluzione della protesta a causa del malcontento degli elettori.
Se oggi la protesta si attua attraverso l’astensionismo , fino a qualche anno fa’, la protesta del popolo attraverso il voto utile era il pane quotidiano di molti movimenti.
la protesta contro la “Roma ladrona” e la presunta inefficienza dello Stato centrale sono i temi che hanno portato all’inaspettato successo della Lega Nord alle politiche del 1992.
Infatti in quella occasione, con la nascita della Lega Nord e di movimenti come Rifondazione Comunista, lista Pannella e La Rete, i partiti della cosiddetta “prima repubblica” persero un notevole consenso.
Nel 2013 , il movimento 5 stelle risulta il primo partito alla Camera dei Deputati ed il secondo al Senato.
Aveva raggiunto in quella occasione alti percentuali, intercettando rabbia sociale in modo trasversale.
Ma la vera vittoria del movimento 5 stelle arrivò nel 2018 con oltre il 33% dei consensi scatenato dalla situazione in cui versava la politica italiana .
Ma oggi mi pongo più che mai una domanda.
Come si è arrivati ad avere la percentuale di astensioni più alta di tutta Europa?
Sicuramente penso sia un fattore che riguarda la classe dirigente attuale e passata.
Le vicende e le polemiche che hanno colpito la politica italiana a partire dal 2008 , hanno ridotto drasticamente la fiducia del popolo nella politica.
Infatti i cittadini preferiscono la strada più facile dell’ astensionismo, perché si giudica tutto il sistema e non soltanto chi sbaglia.
Anche i giovani risentono di questa crisi verso la politica, e spesso tra i ragazzi manca la vocazione verso questa attività ritenuta come un qualcosa di distruttivo, quando in realtà rappresenta una crescita personale anche grazie all’ ascolto ed al dialogo che questa attività richiede.
Ma un altro fattore può essere la legge elettorale vigente che spesso non riesce a dare rappresentanza ad alcuni territori.
Infatti la legge elettorale attuale, denominata “rosatellum” prevede che i collegi uninominali rappresentino più porzioni di territorio di una stessa regione e quindi le forze politiche spesso scelgono candidati nei collegi uninominali che rappresentano pezzi di territorio dove la coalizione che lo candida e forte.
In conclusione, se vogliamo cambiare davvero il territorio e la nazione, dobbiamo iniziare ad avere consapevolezza istituzionale, ovvero dobbiamo ricominciare ad avere fiducia nelle istituzioni a partire dai consigli comunali fino al presidente della repubblica e dobbiamo pensare che solo una partecipazione attiva può cambiare davvero le sorti , soprattutto attraverso il voto.











