L’EDITORIALE – “Suppletiva d’Italia”: il centrodestra trema, Reggio laboratorio politico nazionale

L’editoriale del Direttore Pasquale Mancuso

“Non era immaginabile che una suppletiva ordinaria di fine Legislatura potesse diventare un test di rilievo nazionale per quantificare, soprattutto, i consensi dell’ex generale Vannacci e la tenuta del centrodestra assediato da Futuro Nazionale che in tutti i sondaggi viene dato progressivamente in crescita.

Ha ragione Giuseppe Conte nel sostenere che voto localizzato non può essere test nazionale ma è indubbio che non essendoci precedenti che misurino, con il voto e non con il sondaggio, i numeri di Vannacci quello in riva allo Stretto rappresenta l’unico momento ed anche l’ultimo per poterlo verificare.

Il centrodestra, apparentemente fortissimo, nel Collegio n. 5 se si guarda la somma dei voti delle ultime regionali, veleggia sopra il 60% con percentuali altissime per Fratelli d’Italia e, soprattutto, per Forza Italia che, come noto, ha in Calabria il suo maggiore “forziere” nazionale. E la sicurezza di vincere era talmente alta che aver candidato Fabio Roscioli, al di là del giustificazionismo di Francesco Cannizzaro, è stata una scelta che, oggi, può rivelarsi improvvida soprattutto dopo il clamoroso cambio di casacca di Domenico Giannetta che si ritrova nell’insolito ruolo di guastatore dell’elettorato di centrodestra.

La Lega, in quel Collegio, guardando sempre alle ultime regionali, aveva una forza intorno al 6/7% e si attende non soltanto una perdita di consensi su quella percentuale, peraltro, non irresistibile; l’attesa è sul dato generale ovvero su quanto potrà realmente erodere Futuro Nazionale sull’intero elettorato di centrodestra.

La domanda, tuttavia, è anche un’altra: potrà beneficiare di questa “faglia” profonda a destra il candidato, fortunatamente unitario ed assai ben radicato in quel territorio, del centrosinistra ovvero l’apprezzatissimo cardiologo e Primario dell’Azienda ospedaliera Dott. Frank Benedetto? Un nemico silente, tuttavia, incombe ed è l’astensionismo che può condizionare il dato finale.

Andiamo ai numeri

I dati delle ultime regionali ci dicono che nei Comuni del Collegio la percentuale di votanti si è aggirata intorno al 44,9% con una punta del 52% nella Città di Reggio Calabria, ovvero una cifra di votanti intorno ai 225 mila a fronte di un totale di 500 mila iscritti al voto con un risultato nettissimo a favore del centrodestra che si aggira intorno al 65% mentre il centrosinistra affanna e si attesta intorno al 26%.

Non è difficile immaginare una flessione ulteriore di affluenza, soprattutto in presenza di giornate calde ed assolate, che non possiamo, tuttavia, realisticamente quantificare.

Può aiutarci un precedente assai utile, proprio in Calabria, qualche anno fa, era il 2005, ad inizio estate, nella suppletiva solitaria dell’ex Collegio uninominale n. 9 di Isola Capo Rizzuto della Camera dei deputati dove si affermò facilmente Nicodemo Nazzareno Oliverio con un largo consenso poco oltre il 68%, candidato dell’Unione, nome molto più felice dell’attuale “campo largo”, in un Collegio resosi vacante per l’elezione di Agazio Loiero alla Presidenza della Regione Calabria.

In quell’occasione l’affluenza alle urne segnò un vero e proprio crollo, rispetto alla volta precedente, attestandosi appena oltre il 21% ed i cronisti dell’epoca registrano che il candidato Oliverio aveva, giustamente e viste le sue spiccate attitudini organizzative nonché la frequentazione assidua del territorio, proprio l’assillante preoccupazione dell’astensionismo.

L’affluenza alle urne, infatti, nel 2001, si era attestata sopra il 66%, con la vittoria di Agazio Loiero su Elio Colosimo. La domanda sorge, dunque, spontanea: quanto inciderà il dato di affluenza alle urne, ovvero di astensionismo, sul risultato finale?

Quanto il radicato Domenico Giannetta potrà sottrarre all’esterno e sconosciuto Fabio Roscioli? Riuscirà Frank Benedetto a migliorare, e di quanto, i dati non incoraggianti della sua coalizione delle ultime regionali? E riuscirà Fabio Roscioli, sicuramente spinto da Francesco Cannizzaro e da Roberto Occhiuto, a tenere lontana la sfida, inattesa ed imprevista, di Futuro Nazionale?

Nel mentre scriviamo sul quotidiano La Repubblica, in queste ultime ore, Lorenzo De Cicco annota che “l’ultimo sondaggio, riservatissimo, arrivato in queste ore a Forza Italia dà l’avversario di centrosinistra, Frank Benedetto, sopra di un punto. Proprio per l’effetto Vannacci. Allarme rosso, che suona fino ai palazzi romani. Perché una clamorosa debacle in un fortino del centrodestra dimostrerebbe che la coalizione non può vincere senza l’ex militare. Narrazione che Meloni vuole scongiurare, a tutti i costi”.

Abbiamo, da ultimo, e per non lasciare nulla al caso, interrogato le stazioni meteorologiche per capire il “tempo che farà” nei giorni del voto a fine mese; ci è stato risposto che previsioni sono attendibili soltanto ad una settimana del voto e che i cambiamenti climatici repentini che si registrano negli ultimi anni autorizzano soltanto cautela e prudenza anche in questo caso.

Anche perché la nuova ondata di caldo in arrivo ad opera di “El Nino”, che i meteorologi australiani hanno ribattezzato con il poco rassicurante nome di “Godzilla”, non lasciano presagire nulla di buono salvo lasciarci una domanda ancora e senza risposta: se fa caldo chi sarà il favorito? E se piove? Intanto il clima, quello politico, nel Paese, nonostante la pausa estiva, si va accendendo e non è difficile prevedere che la mobilitazione andrà, via via, crescendo nella più imprevedibile, solo di questo siamo sicuri, “suppletiva” degli ultimi anni.