
DIARIO GIALLOROSSO – Il commento del Direttore: il duo Iemmello – Pafundi incanta

Il commento del Direttore Pasquale Mancuso.
Sembra un mondo alla rovescia, irreale, quello che appare al Ceravolo, cantiere a cielo aperto, nel mentre le squadre si preparano, con il consueto riscaldamento, alla sfida.
Fa impressione la Curva “storica” che non c’è più e quella che, normalmente per i tifosi ospiti, trabocca di ultras giallorossi che sono, ancora una volta, la “nota” fissa, lieta, commovente ed entusiasmante insieme, della giornata di esordio casalingo nella più improbabile delle cornici.
E saranno loro, i fedelissimi della tifoseria, a “spingere” la fresca e rinnovata compagine fino alla sofferta ma meritata vittoria finale corrispondendo, con una generosità che non conosce soste e confini, alla “chiamata” del Presidente Noto nei giorni della vigilia.
Era iniziata bene, infatti, la partita con un Catanzaro voglioso e motivato.

A prendere per mano la squadra ci pensano capitan Iemmello, l’inesausto Petriccione, il furetto Pafundi che ha letteralmente fatto impazzire la volubile difesa ospite in balìa della velocità del neoacquisto giallorosso che si è candidato, con piglio deciso ed imperioso, a diventare uno dei protagonisti di questo campionato.
Il Catanzaro ha anche rischiato molto, anche troppo, per ingenuità, per limiti di preparazione, per una disconnessione tra i reparti che occorre colmare presto e per i necessari aggiustamenti in alcuni reparti, soprattutto sulla verticale Verrengia-Alesi ed al centro dello schieramento dove Petriccione non è sufficientemente supportato tanto in fase di copertura quanto in quella di proposizione; mister Gorgone dovrà lavorare molto per continuare ad “assemblare” la sua squadra ed introdurre necessari automatismi in grado di spezzare i momenti di pressione avversaria.
La vittoria, venuta con un regalo immenso del duo Iemmello-Pafundi, con una verticalizzazione “europea” di Pafundi ed una conclusione stellare di Iemmello, sono state un balsamo straordinario per tutto l’ambiente che, al fischio finale dell’arbitro Di Marco, buona la sua direzione arbitrale e chiaramente in linea con la “dottrina Orsato” che punta a non spezzettare il gioco limitandosi all’essenziale, si è “tuffato” dentro una gioia incontenibile nel mentre le ombre della sera regalavano una frescura inattesa ed un tramonto di fuoco; quanto basta per pensare che neanche Federico Garcia Lorca avrebbe potuto fare di meglio “a las cinco de la tarde” di questo pomeriggio settembrino che regala tante speranze rinnovate e la fiera consapevolezza che il “Ceravolo”, nonostante il cantiere, è sempre la migliore “fortezza” delle aquile giallorosse.











