Di Iacovo, Confial: “segnali positivi sull’occupazione, ma occorre più difesa alle imprese”

«Negli ultimi anni anche in Calabria si registrano segnali di miglioramento sul fronte occupazionale, in linea con il quadro nazionale che vede una crescita del lavoro stabile e una riduzione dei contratti a termine». Lo afferma CONFIAL nazionale su dati Istituto Nazionale di Statistica (Istat) e analisi territoriali.

«Tuttavia – sottolinea il segretario Benedetto Di Iacovo – il dato positivo non è sufficiente a garantire una reale tenuta del sistema». In Calabria persistono infatti criticità strutturali: tasso di occupazione tra i più bassi d’Italia (48,5% nella fascia 20-64 anni), disoccupazione giovanile molto elevata (42,6%) e una forte incidenza di lavoro irregolare (circa 19,6%).

«Accanto a queste fragilità – prosegue – emergono segnali dinamici: nel 2025 il PIL regionale è cresciuto di circa +1,3% e le assunzioni nette a tempo indeterminato sono salite a oltre 6.100 unità, rispetto alle circa 4.500 dell’anno precedente».

Secondo CONFIAL, «il vero rischio oggi non riguarda solo l’andamento dell’occupazione, ma la capacità del tessuto produttivo di reggere le tensioni internazionali». Le incertezze legate alla crisi in Medio Oriente possono incidere su costi energetici, logistica e catene di approvvigionamento, con effetti diretti sulle imprese regionali.

«La Calabria – prosegue – presenta una struttura economica più esposta: forte peso dell’agroalimentare, centralità del porto di Gioia Tauro, che ha registrato una crescita della movimentazione container superiore all’11%, e una domanda interna ancora debole».

Per Confial nazionale, «senza interventi mirati il rischio è che gli attuali segnali positivi vengano progressivamente erosi».

  «La Calabria ha segnali incoraggianti, ma non ha ancora fondamenta abbastanza robuste per assorbire senza conseguenze una nuova fase di shock internazionale. Ecco perché oggi non basta limitarsi a dire che l’occupazione cresce. Bisogna chiedersi se cresce su basi sufficientemente solide. Perché se le imprese calabresi vengono colpite da una nuova ondata di caro energia, instabilità commerciale e rallentamento della domanda, il rischio è che i progressi registrati vengano erosi prima ancora di diventare strutturali. La vera sfida, quindi, non è soltanto proteggere i dati del presente, ma costruire le condizioni economiche, produttive e sociali perché la Calabria regga il futuro.»  

CONFIAL indica quindi alcune priorità: sostegno ai costi energetici e alla liquidità delle imprese, rafforzamento della logistica e dell’export, investimenti su formazione, competenze e orientamento.

«Il punto non è solo far crescere l’occupazione – conclude – ma costruire condizioni economiche solide. Senza imprese forti, anche il lavoro resta fragile».Benedetto Di iacovoSegretario generale Confial nazionaleEsperto di Politiche del lavoro ed economia sommersa.