
Cirò Marina: bambino travolto e ferito da una bicicletta elettrica nel centro storico

E’ successo sabato 14 marzo intorno alle 21:20, in via Vasco De Gama a Cirò Marina. Il bambino, 11 anni e figlio del titolare di una pizzeria sita nella stessa via, è stato investito nel punto adiacente l’attività commerciale del padre, zona in cui si trovano diverse attività di ristoro che usufruiscono in maniera regolare del suolo pubblico per posizionare i tavolini dove i clienti possono consumare le vivande che acquistano. Dopo il tempestivo intervento dell’ambulanza, al bambino è stato riscontrato un trauma cranico ed è stato subito trasportato in codice rosso presso l’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone. Sono intervenuti sul posto anche i Carabinieri di Cirò Marina, che hanno effettuato tutti gli accertamenti del caso e prelevato le registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti in zona per appurare la dinamica dell’incidente. Il minore alla guida del mezzo elettrico però, secondo quanto riportato dai genitori del bambino, non era presente al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine in quanto, senza prestare soccorso, si è allontanato subito dal luogo dell’incidente.

“Mio marito era in pizzeria con il bambino” dice la mamma del giovane investito, “mio figlio era con la bicicletta, aveva appena finito di giocarci. Lui gioca spesso in questa zona che non è pedonale, ma è comunque un centro storico, una zona fatta di vicoletti, di attività commerciali, di gente che passeggia a piedi, di bambini che mangiano il gelato, ci sono i tavolini delle attività e quindi è sconsigliato passare con autoveicoli e motoveicoli”. Una zona quindi che apparentemente sembra pedonale ma in realtà non lo è: “Non c’è nessun divieto di accesso alla zona” continua Maria Stancato, mamma del bimbo investito, “le attività commerciali della zona pagano il suolo pubblico per mettere i tavolini fuori, ma la strada immediatamente adiacente i tavolini è percorribile dagli automezzi. Mi pare più che giusto che i residenti debbano passare, perché devono avere la facoltà di arrivare con le auto sotto la loro abitazione, e infatti lo fanno sempre con la massima attenzione, ma il problema nasce dagli altri, dagli incivili, dai ragazzini che guidano mezzi che probabilmente non dovrebbero guidare, e anche dalle macchine che a volte passano di qua sfrecciando e non curanti del fatto che ci sono attività commerciali. C’è una palestra proprio dove è avvenuto l’incidente di mio figlio, una palestra piena di bambini e ad ogni cambio turno alla titolare sovviene il senso di paura perché passano continuamente motorini e bici elettriche.”
La signora Stancato ci riferisce inoltre che tutti i titolari delle attività site in via Vasco De Gama chiedono che quella strada venga chiusa, almeno negli orari di punta come dalle 18:00 alle 22:00: “Noi paghiamo il suolo pubblico e dobbiamo sentirci tranquilli di poter ospitare in sicurezza i nostri clienti. Chiediamo che almeno venga qualcuno a fare un sopralluogo, che venga messo un vigile, soprattutto il fine settimana in inverno, e in estate tutti i giorni. O in alternativa chiediamo un divieto di accesso o che venga fatta una ZTL. Credo fortemente che vadano presi dei provvedimenti, perché oggi è stato mio figlio ad essere investito da un minorenne alla guida di una bicicletta elettrica, una di quelle grandi con pedalata assistita, ma domani potrebbe accadere a qualcun altro. Sarebbe potuta succedere la stessa cosa con un’auto e in quel caso sicuramente mio figlio non se la sarebbe cavata con tre giorni di ricovero.”
Purtroppo questa tipologia di mezzo elettrico, insieme anche ai monopattini elettrici, si vede spesso transitare anche sul lungomare, nel tratto consentito alla passeggiata pedonale, mettendo a rischio l’incolumità soprattutto dei bambini più piccoli. Per di più, essendo mezzi elettrici, non emettono neanche rumori udibili da una certa distanza e spesso ci si accorge del sopraggiungere degli stessi quando ormai la distanza è già troppo ravvicinata.
“Ci deve essere un ordine pubblico di civiltà” prosegue la signora Stancato, “vorrei che i vigili iniziassero a sorvegliare questi ragazzi che hanno il brivido della velocità, c’è bisogno di qualcuno che li educhi al senso civico e alla strada, perché così mettono in pericolo sia la vita degli altri che la propria.”
Quest’incidente, avvenuto tra un ragazzino di 13/14 anni ed un bambino di 11 anni, ha infatti provocato a quest’ultimo un trauma cranico, una lesione lieve al braccio, tre giorni di ricovero, e richiesto un riposo di ulteriori 10 giorni in cui il bambino dovrà indossare il collare. “Mi chiedo se dopo un danno del genere valga la pena prendere provvedimenti o se nemmeno dopo ciò un genitore abbia il diritto di veder tutelati i propri figli” aggiunge la Stancato.
La signora Stancato si dice anche molto delusa dal fatto di non aver ricevuto neanche una visita di cortesia da parte dei genitori del ragazzo che era alla guida del mezzo elettrico: “il ragazzo ha fatto omissione di soccorso, scappando via subito dopo l’incidente e non prestando soccorso al bambino. Infatti quando sono arrivati i carabinieri non hanno trovato né la bicicletta elettrica né il ragazzo. E neanche i genitori del ragazzo si sono presentati sul posto. Mi hanno fatto successivamente un paio di telefonate, ma non si sono presentati né in ospedale né a casa dopo le dimissioni. Mi sarei aspettata almeno una visita di cortesia dopo quanto è successo. L’incidente è stato causato dalla scarsa attenzione del ragazzo che, proprio quella sera, aveva percorso a tutta velocità la via Vasco De Gama ripetutamente, come se fosse una pista. Lo faceva sottoforma di gioco, transitando dalla Piazzetta alla paninoteca con una velocità che probabilmente era intorno ai 50km/h e frenando di colpo alla fine del tragitto, per poi ricominciare di nuovo. E’ normale che se percorri quel tratto ad alta velocità cento volte, prima o poi qualcuno lo prendi, soprattutto se è di sabato sera.”











