Caldo record: altri 10 giorni di fuoco in Calabria e poi arriva la quinta ondata

Il cambiamento non arriverà prima del 18 agosto e il Centro-Sud soffrirà la temperature elevate ancora a lungo. Gli esperti: rimpiangeremo il 2026, dobbiamo abituarci a stagioni di questo tipo.

La quarta ondata di calore dell’estate 2026 sembra non dover finire mai: è destinata a insistere ancora a lungo sull’Italia e ovviamente sulla Calabria, con temperature elevate almeno fino a Ferragosto e la possibilità che la fase più rovente prosegua, seppure con qualche temporanea attenuazione, anche nei giorni successivi.

Il quadro meteorologico resta dominato dall’anticiclone africano, che continua a mantenere sull’Italia masse d’aria molto calda. Il Nord potrà beneficiare nel fine settimana di un passaggio più instabile, con temporali e una conseguente diminuzione delle temperature, ma al Centro-Sud la situazione appare decisamente più resistente.

Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo di iLMeteo.it, il cambiamento potrebbe non arrivare prima del 18 agosto. E anche l’eventuale calo termico atteso intorno al 19 rischia di tradursi soltanto in una breve parentesi, senza determinare una vera rottura della fase calda.

La caratteristica più significativa di questa fase non è soltanto rappresentata dai valori raggiunti dai termometri, ma dalla loro persistenza. L’Italia arriva infatti alla quarta ondata di calore consolidata della stagione, dopo un luglio che, secondo i dati citati nel testo, è risultato il più caldo mai registrato nel Paese.

Il 31 luglio la temperatura media dell’emisfero settentrionale ha raggiunto 22,72 gradi, contro i 22,37 dello stesso giorno di due anni prima. Un quadro che, secondo gli esperti citati, contribuisce a delineare una stagione caratterizzata da episodi di caldo sempre più frequenti e duraturi.

Il meteorologo Lorenzo Tedici parla di una situazione destinata a rimanere stabile ancora per diversi giorni: l’alta pressione africana continua infatti a impedire un ricambio significativo della massa d’aria, soprattutto sulle regioni centro-meridionali.

Il rischio di una quinta ondata

Il problema, però, è che l’estate non può ancora considerarsi fuori dalla fase più calda.Agosto, ricordano gli esperti, resta un mese nel quale possono verificarsi nuove ondate di calore anche particolarmente intense.

Le proiezioni stagionali indicano una possibile maggiore frequenza delle precipitazioni nel bacino del Mediterraneo verso la fine del mese, ma si tratta di indicazioni statistiche e non di una previsione precisa. Per questo il rischio di una quinta ondata non può essere escluso.

A preoccupare è soprattutto la persistenza del caldo. Marco Morabito, ricercatore del Cnr, descrive infatti quella attuale non più come una semplice emergenza temporanea, ma come una condizione destinata a ripresentarsi con maggiore frequenza.

«Questa oramai è una situazione non più emergenziale, ma strutturale. Le estati saranno sempre più spesso di questo tipo», spiega Morabito, sottolineando come gli episodi di temperature estreme siano diventati più frequenti e anticipati nel corso dell’anno.